La scuola che fa scuola – L’eredità intellettuale di Giancarlo Cerini 

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Video dell'incontro

Si presenta un breve video realizzato nella giornata di venerdì 10/10/2025, creato da Ar24Tv, in occasione dell’evento.

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Articoli

AREZZONOTIZIE – Redazione del 11/10/2024

I dirigenti scolastici in convegno a Camaldoli: “Qui una resistenza civile pensante”.
Per il 22esimo anno consecutivo il seminario nazionale ospitato in Casentino.

Si conclude oggi in Casentino la due giorni del seminario dell’associazione nazionale dirigenti scolastici che per il 22esimo anno consecutivo ha scelto Camaldoli come luogo di “resistenza civile pensante”. L’argomento trattato in questo seminario che ha portato in Casentino dirigenti scolastici provenienti da tutta Italia, sono le nuove indicazioni nazionali 2025.
Molti i temi discussi: il digitale a scuola, educazione e competenze, libertà educativa, sguardo pedagogico sullo studente. La presidente nazionale Andis, Paola Bortoletto, è entrata nel merito di alcuni temi forti affrontati nel corso del seminario aperto a tutte le figure della scuola: “Siamo al 22esimo seminario di Camaldoli che ha una rilevanza nazionale perché va a ragionare sulle indicazioni nazionali 2025 che hanno rivisto le indicazioni del 2012. Tanti i temi trattati. Il digitale a scuola è per esempio. Non si tratta solo di informatica, ma deve essere qualcosa che coinvolge i giovani senza renderli succubi. E’ uno strumento, mentre ciò che fa la differenza – e noi dobbiamo in questo fare molto – è la relazione”.

………………………. L’iniziativa si lega in modo profondo all’eredità intellettuale di Giancarlo Cerini, insegnante poi ispettore, impegnato nella stesura delle linee pedagogiche per i bambini da zero a 6 anni. Il seminario di Camaldoli in particolare è idealmente ispirato a una sua celebre espressione: “Camaldoli, spazio di resistenza civile pensante”. Cerini ha sempre sostenuto un’idea di scuola che non si limitasse all’applicazione passiva di norme e circolari, ma che fosse un luogo di riflessione critica, di dibattito aperto e di pensiero autonomo. Il suo concetto di “resistenza civile” si riferiva alla capacità del mondo della scuola di non cedere a riforme superficiali o a mode passeggere, ma di difendere la qualità pedagogica e il valore educativo. In questo contesto, l’aggettivo “pensante” sottolineava l’importanza di una critica costruttiva, basata su solide basi culturali e professionali.

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LA NAZIONE  – Redazione del 11/10/2024

Seminario nazionale Andis a Camaldoli per il 22esimo anno consecutivo: uno spazio di scuola che fa scuola.

Si conclude oggi in Casentino la due giorni del seminario dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici che per il 22esimo anno consecutivo ha scelto Camaldoli come luogo di “resistenza civile pensante”. 
L’argomento trattato in questo seminario che ha portato in casentino dirigenti scolastici provenienti da tutta Italia, sono le nuove indicazioni nazionali 2025.

Molti i temi di discussione: il digitale a scuola, educazione e competenze, libertà educativa, sguardo pedagogico sullo studente. 
La Presidente nazionale ANDIS la Professoressa Paola Bortoletto è entrata nel merito di alcuni temi forti affrontati nel corso del seminario aperto a tutte le figure della scuola: “Siamo al 22esimo seminario di Camaldoli che ha una rilevanza nazionale perché va a ragionare sulle indicazioni nazionali 2025 che hanno rivisto le indicazioni del 2012.

………….…… L’iniziativa si lega in modo profondo all’eredità intellettuale di Giancarlo Cerini, insegnante poi ispettore, impegnato nella stesura delle linee pedagogiche per i bambini da zero a 6 anni. Il seminario di Camaldoli in particolare è idealmente ispirato a una sua celebre espressione: “Camaldoli, spazio di resistenza civile pensante”. Cerini ha sempre sostenuto un’idea di scuola che non si limitasse all’applicazione passiva di norme e circolari, ma che fosse un luogo di riflessione critica, di dibattito aperto e di pensiero autonomo. Il suo concetto di “resistenza civile” si riferiva alla capacità del mondo della scuola di non cedere a riforme superficiali oa mode passeggere, ma di difendere la qualità pedagogica e il valore educativo. In questo contesto, l’aggettivo “pensante” sottolineava l’importanza di una critica costruttiva, basata su solide basi culturali e professionali.

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